L´attenzione degli operatori è stata concentrata all´inizio della settimana sui risultati degli stress test bancari: solo 7 istituti su 91 analizzati non ha superato l´esame. Sulla scia di queste indicazioni gli acquisti sono continuati in Europa mentre sono stati più deboli a Wall Street, dove le indicazioni del Beige Book e la caduta dell´indice di fiducia dei consumatori (l´indicatore calcolato dal Conference Board dopo il forte calo di giugno si è ulteriormente contratto in luglio) hanno appesantito gli scambi. Negativo anche il dato sugli ordinativi di beni durevoli negli Stati Uniti, -1% m/m in giugno, mentre gli analisti si attendevano un incremento. Le notizie provenienti dal Giappone, oltre a confermare lo scenario deflazionistico, indicano un inatteso rallentamento della produzione industriale ed un aumento del tasso di disoccupazione. Il dato più significativo dell´ottava riguarda la variazione del Pil statunitense che però non ha fornito indicazioni chiare. Infatti, mentre nel periodo aprile-giugno l´economia USA è cresciuta in misura leggermente inferiore alle attese degli analisti e soprattutto ad un tasso inferiore rispetto ai trimestri precedenti, +2,4%, il dato relativo al primo trimestre è stato rivisto al rialzo da +2,7% a +3,7%. Il FTSE MIB archivia le contrattazioni a 21.021,56 punti, +2,03% rispetto allo scorso venerdì, -9,58% da inizio anno.