Nella settimana appena conclusa il FTSE MIB ha invertito rotta recuperando le perdite riportate nelle due ottave precedenti. L´indice delle blue chip archivia le contrattazioni a 20.639,86 punti, +4,15% rispetto allo scorso venerdì, -11,22% da inizio anno. Gli input più incoraggianti, quelli ai quali i mercati hanno reagito con ottime performance, sono arrivati dal settore manifatturiero e dai dati sull´occupazione negli Stati Uniti. Per quanto riguarda i primi segnaliamo l´aumento dell´indice Pmi cinese (dopo quattro cali consecutivi), e dell´ISM manifatturiero statunitense (per il quale gli analisti si attendevano un calo). Relativamente al secondo, gli operatori hanno accolto positivamente la crescita di 67.000 posti di lavoro nel settore privato, anche se questo non è stato sufficiente ad arginare il buco occupazionale causato dalla fine del censimento. Il tasso di disoccupazione è così salito dal 9,5% al 9,6%, in linea con le attese. Nell´Eurozona la percentuale di chi cerca lavoro è rimasta stabile al 10%, sebbene nel dato convergono situazioni molto differenti: 20,3% in Spagna, 8,4% in Italia, 6,9% in Germania. Una notizia che accomuna le due sponde dell´Atlantico è la crescita della fiducia in agosto: aumenta da 102,1 a 102,7 punti l´indice di fiducia economica nell´Area Euro, passa da 51 a 53,5 punti l´indicatore di sentiment calcolato dal Conference Board.