Finecobank

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Last price: 9,660
Entry Price: 10,000
Stop Loss: 9,550
Target 1: 10,250
Target 2: 10,450

 

L’analisi FinecoBank S.p.A. è l’istituto diretto multicanale appartenente al gruppo UniCredit. Il modello seguito dalla banca è quello del business integrato, che unisce i servizi propri di una banca diretta con l’attività di una rete estesa di promotori finanziari.

Alessandro Foti CEO, della banca milanese, ha spiegato come il percorso di crescita intrapreso da FinecoBank, evidenziato da dati quali una raccolta netta in aumento del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, continuerà con l’introduzione di due principali novità, la creazione di una sgr denominata Fineco Asset Management e la creazione di una nuova piattaforma di consulenza globale. La società quindi punterà sempre di più sul private banking.

Il miglioramento dei fondamentali di FinecoBank è stato accompagnato da un contestuale progressivo aumento del valore del titolo in borsa che, dal prezzo di collocamento del 2014 a 3,70 euro per azione, attualmente si trova a ridosso dei 10 euro. Un vero e proprio trend crescente tuttavia è cominciato dal minimo relativo di fine novembre 2016 a 4,36 euro. La tendenza rialzista di medio/lungo termine rimane ancora in atto, eppure nelle scorse settimane il titolo sembra aver rallentato la sua corsa, respinto ripetutamente dall’area di resistenza posta tra i 10,15 euro raggiunti a gennaio ed i 10,45 euro che rappresentano i massimi assoluti toccati due volte nel mese corrente.

Guardando sotto il livello dei prezzi invece sono da segnalare un primo supporto in corrispondenza del passaggio della trend line crescente di lungo periodo, che attualmente transita a 9,55 euro, ed un secondo ostacolo per le discese posto sul minimo relativo del 6 febbraio scorso, a 8,95 euro.

Il breve ritracciamento dei giorni scorsi, rafforzato da un RSI in zona neutrale dopo un lungo periodo in ipercomprato, potrebbe anticipare una nuova presa di forza del titolo che sarebbe confermata solamente dal superamento di quota 10 euro; in questo caso gli ostacoli per ulteriori crescite sarebbero dapprima area 10,15/10,25 euro per azione, e successivamente il livello del massimo storico.

Lo scenario positivo appena delineato potrebbe essere messo a rischio dal cedimento della citata trend line crescente con l’eventuale aumento della pressione dei venditori che, superato il primo livello di supporto, potrebbe spingere il titolo fino al successivo ostacolo posto a 8,95 euro.

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